|
Dogville - Un mondo rarefatto Riflessioni e
proposte.
Di Giorgio Viali
Mi sono fermato a
riflettere. Per cercare di capire dove e come mi abbia colpito questo
film. In quale punto. Quale sia il sentimento, l'emozione o la vergogna
profonda che ha toccato? Non e' stato facile scendere e calarsi dentro
un mondo rarefatto come quello di Dogville. Dogville sorprende perche'
rappresenta un mondo rarefatto. Un mondo dove si respira un'atmosfera
rarefatta. E' come trovarsi su uno degli ottomila, e sentire,
fisicamente, la rarefazione dell'aria. Lars Von Trier in Dogville ci ha
portato a quell'altezza o a quella profondita'. Si' perche' la
rarefazione e' tipica delle alte quote, o degli abissi, fisici o
mentali, emotivi o carnali. L'operazione del togliere non e'
un'operazione semplice. E' un'operazione difficile, antientropica,
antiamericana, antinomica. Un esperto grafico mi ripeteva continuamente
quanto sia piu' difficile togliere che non aggiungere. Mi ripeteva che
l'abilita' di un grafico risiede nella sua abilita' di
togliere.
Ma cerchiamo di capire quali altri punti vada a toccare.
Quali altri cani vada a svegliare. E' un film sulla violenza. E' un
film che parla della violenza. Della violenza subita da una donna,
della violenza che un intellettuale (filosofo, religioso) riesce a
innescare, riesce a mettere in moto. Con le piu' buone intenzioni tutto
quello che riesce ad ottenere il nostro protagonista maschile e' solo
della violenza, che altri subiranno. Il film gira intorno alla
violenza perpetrata dagli abitanti di Dogville. La bellezza,
l'arrendevolezza di Grace, (la Grazia), (The Grace e' anche il titolo
di un racconto scritto da Joyce) non puo' non sfociare che nella
violenza nei suoi confronti. E quello che sorprende e' l'accettazione
di lei. L'accettare quello che e' accaduto. Non c'e' rancore. Non c'e'
odio da parte di Grace. Non c'e' nemmeno accettazione. Non c'e'
rassegnazione. L'incomprensibilita' del comportamento di Grace,
l'incommensurabilita' del suo modo di agire. Il limbo emotivo in cui
siamo catapultati.
Un altro punto di riflessione ha a che fare con
la trasparenza, con la visibilita', con un mondo di vetri, con un mondo
dove non ci sono mura che ci separano dagli altri, un mondo dove tutto
e' visibile, tutto e' o puo' essere di pubblico dominio. Lars mette in
mostra e rappresenta un mondo dove tutto e' visibile. Un mondo fatto di
vetri, di trasparenze, dove tutti possono vedere tutto, e dove tutto
puo' essere visto da tutti. Un modello di mondo che sta' per arrivare.
In parte gia' presente nelle societa' del nord ma ancora in fase
di trasformazione. Siamo in cammino verso un mondo dove tutto e'
visibile a tutti. Dove anche la violenza e' trasparente, visibile,
fruibile.
Come potrebbe essere una sceneggiatura, che prenda le
mosse da Dogville e che ne sviluppi ulteriormente le tematiche? Ho
provato a pensarci e mi sono immaginato... Una sceneggiatura che veda
una stanza come luogo dove si svolge tutto un film. Una stanza vuota.
Una stanza completamente vuota. Pareti bianche, candide, immacolate.
Come simbolo di uno spazio sociale o interiore, che non riusciamo a
tenere vuoto, e che si riempie sempre velocemente di un'infinita' di
oggetti, desideri, sogni, dolori e angosce. E in piu', rispetto a
Dogville, un'assenza di racconto. Un racconto che non c'e'. O un
racconto senza sovrastrutture. Senza possibili interpretazioni. Senza
schemi. Un fatto. Una sequenza di meri fatti. Per arrivare a
riflessioni sull'impossibilita' di dirigere un
film. Sull'impossibilita' di raccontare quando siamo in presenza di
altre persone. Qualcosa che ha a che fare con il teorema che recita
che quando vogliamo raggiungere un obiettivo certamente non
raggiungeremo quell'obiettivo, ma un altro o altri. Con il teorema
esposto da Salvatores che recita che se vuoi far capire qualcosa a
qualcuno non glielo puoi raccontare. Devi farglielo scoprire. Fornire
indizi, non verita' assolute. Con l'apophenia di Gibson, ovvero con la
capacita' umana di vedere e costruire dei nessi anche dove non ci
sono.
Idee cardine del progetto:
- Set minimalistico -
Sceneggiatura solo accennata - Sviluppo casuale e indeterministico -
Rapporto diretto e non mediato tra attori e regista - Più' telecamere,
più punti di vista - Irriverente e anticonvenzionale - Lavoro a
perdere. Senza compenso ne' rimborso
In pratica:
Tutto il
corto sara' ambientato e girato all'interno di un'unica stanza. Pulita
e linda, vuota e da arredare in maniera spartana per le singole
scene. Un set minimalistico. Un'assenza di set. Molti primi piani.
La sceneggiatura servira' solo da punto di partenza per elaborare
un percorso e delle tematiche che ci sceglieranno. Due o tre
telecamere che riprendono da punti diversi. Tentativo di presentare un
modello di lavorazione e una storia anticonvenzionale, antiborghese,
e provocatoria. E' un lavoro che rimane fuori da qualsiasi regola
di mercato. Realizzato in modo antieconomico. Tutti investono tempo
e soldi senza un corrispettivo economico. Ossessivo,
schizofrenico, dogmatico, sperimentale.
Dogmaless (Senza
Dogmi)
Trasformare i propri punti deboli in punti di forza.
Investire sulla disperazione umana. Divertirsi nell'interazione con gli
altri. Da soli, davanti alla telecamera, come sfida con sè stessi.
Dentro una stanza spotless. Senza
macchia.
Background:
"PATTERN RECOGNITION" W.
GIBSON
"Cayce Pollard is an expensive, spookily intuitive
market-research consultant." "She types Fetish:Footage:Forum, which
Damien, determined to avoid contamination, will never
bookmark." "She enters the forum itself now, automatically scanning
titles of the posts and names of posters in the newer threads, looking
for friends, enemies, news. One thing is clear, though; no new footage
has surfaced."
"DOGVILLE" DIRECTED BY LARS VON
TRIER (DENMARK, 2003) "A woman on the run from the mob is
reluctantly accepted in a small Colorado town. In exchange she agrees
to work for them."
"A SPOTLESS FOOTAGE" DIRECTED BY GIORGIO
VIALI (ITALY,2005) "A woman, videomaker, 35 years old, follow the
idea of shooting a "Spotless and setless
Footage"."
"RIFF-RAFF" DIRECTED BY KEN LOACH (UK,
1990) "The story of Stevie, a construction worker, and his girlfriend,
an unemployed pop singer."
"ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS
MIND" DIRECTED BY MICHEL GONDRY (USA, 2004) SCWR.CHARLIE
KAUFMAN "A couple undergo a procedure to erase each other from their
memories when their relationship turns
sour."
"MAGNOLIA" DIRECTED BY PAUL THOMAS ANDERSON (USA,
1999) "Magnolia is the study of nine lives in one day in San
Fernando Valley, California."
"ALL TOMORROW'S PARTIES" W.
GIBSON
"It brings back Colin Laney, one of the most popular
characters from Idoru, the man whose special sensitivities about people
and events let him predict certain aspects of the future." "He
desperately hopes that he has found the right carton." "There are too
many objects here, in this tiny space. Towels and blankets and cooking
pots on cardboard shelves. Books. A small television."
|
|