Inside.... Bozza di Sceneggiatura - Giorgio Viali - settembre 2006

1 - INTERNO STANZA CON VETRATA - POMERIGGIO
Primo incontro. Una piccola stanza con le pareti bianche. Due
divanetti. Un tavolino. Una grande vetrata come parete. Sulla vetrata
cade, all'esterno, dell'acqua. Una specie di fontana. Un uomo stà
guardando la vetrata e l'acqua che vi cade. Si sente bussare.
ALBERTO
Avanti!
Entra una giovane donna. Dà la mano ad Alberto.
PAOLA
Eccomi quà!
Si siedono.
PAOLA
Mi servono un paio di minuti per riprendermi.
Nessuno parla per un minuto. Paola si guarda intorno.
Alberto si guarda le mani e guarda le pareti.
PAOLA
Mi piace questa stanza. Una stanza zen, direi. E'costosa?
ALBERTO
Non lo so! L'ha prenotata la Produzione.
Ancora una pausa di silenzio.
PAOLA
Bene! Mi sono ripresa! Possiamo cominciare. Pensavo, per iniziare, di
leggerti la sceneggiatura?
ALBERTO
Se per tè è lo stesso preferirei che tu mi raccontassi quali sono le
scene più importanti, più significative. Quelle che ti sono più care.
Preferirei iniziare cosi'.
PAOLA
D'accordo!... La protagonista è in automobile. E'quasi sera di una
giornata autunnale. Stà tornando a casa. Ma è una giornata
particolare, perchè è l'ultimo giorno di lavoro. E'stata licenziata...
Paola continua a raccontare e raccontando si immagina la scena.


2 - INTERNO PRIMA AUTOMOBILE - TARDO POMERIGGIO
Siamo all'interno di un'automobile. Una giovane donna, capelli corti
neri, camicetta nera e un paio di orecchini pendenti è alla guida.
Pensierosa e preoccupata, delusa. Mentre guida suona il telefonino. La
donna non risponde. Dopo un po'suona nuovamente il telefonino.
Non risponde. Ferma l'automobile ai bordi della strada. Mette i
lampeggianti e scende dall'automobile.
Si siede per terra, vicino all'automobile e rimane a guardare nel vuoto.


3 - INTERNO STANZA CON VETRATA - POMERIGGIO
PAOLA
Mi piaceva l'idea di cominciare da qui. Dalla fine di qualcosa. Senza
far vedere il colloquio di licenziamento. Senza far vedere il luogo di
lavoro della protagonista.
ALBERTO
Provo a ripeterti quello che mi hai raccontato? Dunque... Una donna
stà guidando la sua automobile. Stà rientrando a casa...
Alberto racconta e raccontando, a sua volta, si immagina la scena.


4 - INTERNO SECONDA AUTOMOBILE - TARDO POMERIGGIO
Interno di un'automobile. Una giovane donna, capelli lunghi neri, una
camicetta bianca e una collanina dorata. E'triste! Suona il
telefonino. La giovane donna guarda il telefonino ma non risponde.
Continua a guidare...


5 - INTERNO STANZA CON VETRATA - POMERIGGIO
ALBERTO
Si potrebbe iniziare con un'inquadratura ai lampeggianti
dell'automobile ferma.
Alberto immagina la scena.


6 - ESTERNO SECONDA AUTOMOBILE - TARDO POMERIGGIO
Lampeggianti posteriori di un'automobile. Poi la macchina da presa si
sposta. La porta dell'automobile è aperta. La macchina da presa entra
nell'automobile. Si guarda intorno. Non c'è nessuno. Poi la macchina
da presa vede attraverso un finestrino una persona che è ferma in
mezzo ad un campo incolto. Primo piano della protagonista, ferma in
mezzo al campo. Si sente suonare un telefonino dall'interno
dell'automobile. La protaginista guarda in direzione dell'automobile
ma non si muove, lo lascia suonare.


7 - INTERNO STANZA CON VETRATA - POMERIGGIO
ALBERTO
Manca qualcosa in questa scena. E'troppo semplice. Lo spettatore non
sa'ancora niente della protagonista. Ed in questa scena non apprende
niente su di lei. Ha solo l'opportunita'di vederla.
Suona un piccolo allarme. Una specie di campanello.
ALBERTO
Dobbiamo andare! Ci si rivede mercoledì. Stessa ora.
Paola esce per prima. Alberto la segue dopo poco.


8 - INTERNO CASA DI PAOLA - MATTINO
Siamo a casa di Paola. Paola è sdraiata sul divano di casa sua. Alcuni
appunti in mano. Una donna, la stessa donna che Paola si è immaginata
come protagonista del suo racconto, la stà osservando. Paola non vede
questa donna.
PAOLA
(Legge mentalmente) Le ferite assumono aspetti diversi in base alla
causa che le ha provocate; sotto tale aspetto distinguiamo:
1) ferite lacero-contuse: con schiacciamento e strappamento irregolare
della pelle, provocate dall'urto contro un ostacolo rigido, smussato;
2) ferite da taglio: lacerazioni nette, provocate da strumenti
affilati, come un coltello, una sottile lamiera, un coccio di vetro;
3) ferite da punta e da punta-taglio, provocate dalla penetrazione di
uno strumento appuntito ed eventualmente tagliente (chiodo, coltello,
freccia,...);
4) ferite d'arma da fuoco, provocate dalla penetrazione di proiettili.
Le ferite da punta, da punta-taglio e da fuoco sono le più pericolose.
Una pausa.
PAOLA
(Pensa)I tagli, le ferite, come qualcosa di strettamente connesso con
la nostra quotidianita'. Con il nostro modo di vivere. Con il tema
della precarieta'. Essere precari vuol dire essere usi ai tagli, agli
strappi, alle ferite, a rapporti interrotti, non conclusi,
frammentati, inconsistenti, non durevoli nel tempo.


9 - INTERNO STANZA CON VETRATA - POMERIGGIO
Secondo incontro. Alberto seduto stà leggendo. Di fianco a lui Una
donna. La donna che lui si è immaginato, la sua protagonista. Alberto
non la vede.
Bussano. Entra Paola.
ALBERTO
Tutto bene?
PAOLA
Si! Grazie.
Anche alle spalle di Paola c'è Una donna. Quella immaginata, creata
dall'immaginazione di Paola. Alberto e Paola non si accorgono di
queste due presenze. Non le vedono.
PAOLA
L'altra scena che mi e' cara vede la protagonista ferma alla fermata
dell'autobus. E' quasi buio. Non c'e' nessuno che aspetta l'autobus.
E' sola.


10 - ESTERNO FERMATA AUTOBUS - TARDO POMERIGGIO
La protagonista, come immaginata da Paola, è seduta alla fermata
dell'autobus. E' sola. C'è uno zaino vicino a lei. Non accade niente.
La protagonista è li' ferma.


11 - INTERNO STANZA CON VETRATA - POMERIGGIO
ALBERTO
(Pensa)Quante volte mi sono immaginato di ritrovarmi ad una fermata
dell'autobus. Senza più niente. Completamente povero. Senza nemmeno la
speranza di poter pensare ad un futuro. Sembra che questa visione non
sia solo mia. Ma è strano che possa abitare nell'immaginario di una
persona molto piu'giovane di me!
ALBERTO
Come la voglio? Com'è la mia protagonista "ideale"?
Esile.
Incerta.
Magra e longilinea.
Ascetica.
Pura.
Stupida.
Schizzata.
Con crisi di personalita'.
Che si guarda intorno, che sbarra gli occhi, che sospira e si inventa
parole senza senso.
PAOLA
Senza piu' sogni si muove ai bordi di una città che da decenni si è
scordata di alimentare e curare la visione, la parola. E' una zona di
confine. Tra l'andare e lo stare, tra il partire e il rimanere. Una
zona difficile da abitare. Ed è simili alla zona che noi abitiamo
quotidianamente. Una zona di confine, una zona temporanea.


12 - ESTERNO FERMATA AUTOBUS - TARDO POMERIGGIO
Alla fermata dell'autobus adesso ci sono tutte e due le donne. La
donna immaginata da Paola e quella immaginata da Alberto. Si guardano.
Siedono vicine in silenzio alla fermata dell'autobus.


13 - INTERNO SECONDA AUTOMOBILE - TARDO POMERIGGIO
Alberto è alla guida della sua automobile. Suona il telefono. Ferma
l'automobile e risponde.
ALBERTO
Si?
ALBERTO
Hai già deciso?
ALBERTO
E a Paola, la sceneggiatrice che ho appena incontrato, l'hai già detto?
ALBERTO
Mi pare d'aver capito che tenesse molto a questo lavoro.Se glielo togli...
ALBERTO
Và bene! Và bene! Tu decidi! Di cosa parla questa nuova sceneggiatura
che hai scelto?
ALBERTO
D'accordo, me ne parli domani. Ciao.
Ripone il telefonino e riparte.


14 - ESTERNO CITTA' - NOTTE
La donna immaginata da Alberto si muove da sola per la città. E'
notte. E' sola.

 

   

Home Page    |   Biografia    |    Progetti-Casting   |  Immagini_Attrici    |    Mail